CONGRESS 2014

Noi pediatri, avremmo potuto prevedere i cambiamenti che sono intercorsi nella nostra
professione nell’arco degli ultimi decenni?
Alcuni farmaci di uso quotidiano sono pressoché scomparsi, interventi routinari oggi sono obsoleti,
malattie quali il morbillo, la malattia reumatica e l’epiglottite non sono più malattie temute e mortali,
anzi sono quasi prossime alla eradicazione grazie alla prevenzione, a nuovi farmaci ed ausili
diagnostici innovativi.
Possiamo solo ipotizzare come cambierà il nostro lavoro nei prossimi decenni. Probabilmente
chiariremo che molte malattie non sono singole entità nosologiche, ma grazie alla ricerca su base
genetica, ciascuna avrà una propria eziologia ed un trattamento ottimale. Molto si sta lavorando e
scoprendo sui determinanti ambientali epigenetici che scatenano l’espressione di specifici genotipi,
prima o dopo la nascita.
Valuteremo, classificheremo e adatteremo la terapia per i disturbi del comportamento,
dall’autismo all’ADHD, con nuove metodologie che renderanno anacronistico lo standard attuale.
La semeiotica, un tempo strumento di diagnosi di molte malattie, sarà sostituita da un crescente
supporto tecnologico.
Già oggi la cartella clinica elettronica è entrata a far parte del quotidiano del pediatra e questo è
solo il primo passo verso la dematerializzazione e la registrazione elettronica dei dati che porterà
a migliorare l’efficienza ed a ridurre gli errori in Medicina. Tuttavia, dovremo essere pronti ad
arginare il crescente rischio di trasformare la cura del bambino in una “medicina organicista”
riportandola sui binari della “medicina olistica” guardando il bambino nella sua interezza.
La Pediatria sarà chiamata a prendere posizione su grandi controversie, quali l’uso di farmaci per
“migliorare” il QI, l’umore, le prestazioni fisiche, lo stato di benessere. Le evidenze dimostreranno
che molte condizioni borderline non sono vere patologie; scopriremo che l’obesità è caratterizzata
da molti sottotipi genetici diversi ed alcuni rispondono alle restrizioni dietetiche meglio di altri. Le
resistenze antibiotiche diventeranno un problema crescente, soprattutto perché sempre meno
nuovi farmaci sono disponibili per i bambini: il numero di nuovi prodotti farmaceutici destinati ai
bambini è in diminuzione rispetto a quelli studiati per gli anziani, la nuova frontiera sarà quella dei
farmaci personalizzati. La maggiore evoluzione sarà nel campo dei vaccini: molti diventeranno orali
o intranasali riducendo il numero delle iniezioni necessarie.
Lo stato di benessere dei bambini nella nostra società dipenderà strettamente dalle politiche
sociali e dal sostegno alla famiglia che la società saprà garantire, contrastando le crescenti
difficoltà economiche.
I bambini, sempre di meno e sempre più preziosi, ora più che mai, nascono in grande maggioranza
dalle famiglie più povere, che abitano nei quartieri più popolari, che debbono fronteggiare ogni
forma di svantaggio economico, sociale e culturale.
Il Garante per l’Infanzia e l’Associazione Save the Children hanno dichiarato che almeno 723.000
minori in Italia vive in uno stato di povertà assoluta. Essi rappresentano veramente “gli ultimi”.
L’Unicef parla senza mezzi termini di “emergenza infanzia”.
I nostri bambini saranno comunque sempre più sani, grazie ai continui progressi nel campo delle
vaccinazioni, della sanità pubblica, della medicina preventiva, della tecnologia, dei farmaci e della
applicazione di protocolli evidence-based.
Eppure dovremo confrontarci con bambini affetti da malattie insidiose, subdole, poco comuni, di
fronte alle quali dovremo applicare scienza, EBM e giudizio ragionato, basato sull’alleanza
terapeutica e sul rapporto di fiducia.
Insomma, come pediatri dovremo essere aperti all’innovazione, alla ricerca, essere aggiornati sulle
evidenze scientifiche ma soprattutto sostenere i cambiamenti della famiglia e del bambino nel
corso della sua crescita, con la certezza che il Pediatra resterà il professionista che, a fianco della
famiglia, accompagnerà sempre il bambino di ogni domani.

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